Benvenute e benvenuti. Potete leggere i contenuti scorrendo o cercarli nel menu a destra. Potete anche raggiungere il mio profilo twitter e la pagina facebook Altre pozzanghere.  Altre pozzanghere è anche l’intestazione di un gruppo presente nel social network. Nel blog ci sono estratti e copertine dei miei romanzi. 

Partecipo attivamente alle mobilitazioni del Coordinamento Operatori  Sociali  Bologna che contesta i tagli al welfare che l’amministrazione comunale della città persegue in continuità politica con i governi che si succedono.  Il Coordinamento ambisce a nuove conquiste sociali, alla costruzione di una società in cui i più deboli non debbano sempre pagare per tutti.

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PEDOFILI E PRESUNZIONI

È cominciata la caccia alle streghe. Il Vaticano sta setacciando gli abiti talari in cerca dei “corvi” che hanno sottratto documenti riservati che metterebbero in imbarazzo la Chiesa, roba da Robin Hood. Il primo presunto dissidente, Paolo Gabriele, maggiordomo di Sua Santità, è già alla forca. Anche da quelle parti l’etica non è contemplata. Il perdono e la salvezza vengono riservati ai preti che abusano di bambini. 


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EPICENTRO DI UNA STRAGE

Di terremoti e stragi siamo sazi, ma come per ogni ciclo anche questi mali prima o poi ritornano. Che il governo tagli i fondi per le vittime delle catastrofi naturali per fare arricchire assicurazioni private è l’ovvietà di cui nessuno si sorprende. E poi le mazzette, lo strumento più utilizzato e più agile per vincere appalti necessari a ricostruire interi quartieri con materiali scadenti che provocheranno altre morti alla prima nuova scossa. Ci sono le stragi, certo, da qualunque punto le si osservi è inevitabile individuarvi la responsabilità della politica. Di strage in strage giunge quella provocata dai sapienti che guidano il Paese e che spingono la gente a suicidarsi. Bisogna riferire al presidente Napolitano che lo stragismo è già tornato.


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CHI PIANGE MAURIZIO CEVENINI

Il suicidio di Maurizio Cevenini ha addolorato una enorme porzione di città, trasversale ai partiti e agli orientamenti politici. L’uomo Cevenini, per il poco che ho potuto comprenderne quando era in vita, era una bella persona, intelligente, colta, sensibile, di quelle che dispiace perdere. Quelli che, postumo, lo hanno pianto più rumorosamente, il sindaco Merola e gli amici del PD, lo avevano confinato in un angolo quando era in vita. A Maurizio Cevenini, candidato a concorrere al ruolo di sindaco di Bologna prima dell’improvviso e quanto mai intempestivo malore, non hanno riservato neanche un profilo da assessore, lo hanno allontanato dalle cariche che contano. Tutto l’affetto e la stima che manifestano adesso, fino a pochi giorni fa erano disperse nello spazio.

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IL BROKER A BOLOGNA

Nei giorni scorsi ho letto “Il broker” di John Grisham, incuriosito dal fatto che gran parte della storia fosse ambientata a Bologna. Più volte nel testo lo scrittore americano definisce Bologna come il cuore del comunismo italiano. “Il broker” è stato pubblicato nel duemilacinque, circa un anno dopo l’elezione a sindaco di Sergio Cofferati, di cui non si ricordano delibere nel nome del comunismo, piuttosto battaglie contro i lavavetri immigrati appostati ai semafori. Siamo a maggio duemiladodici, e l’amministrazione comunale guidata da PD e SEL, pratica politiche che affamano i lavoratori del sociale.

Il broker potrebbe tornare per una nuova ambientazione intrisa di capitalismo.


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CENSURA DEMOCRATICA

Martedì 1 maggio 2012. Manifestazione molto intensa quella di stamattina a cui ho partecipato, con l’USB. Manifestazione in opposizione alle politiche del governo Monti che abbattono diritti e salario dei lavoratori e degli individui. Quando ho guardato il TG3 regione (Emilia Romagna) alle 14.00 circa ho appurato che questa manifestazione, seppure molto partecipata, non trovava menzione. Si parlava della piazza di CGIL, CISL e UIL cui vari partiti hanno aderito, si trattava della piazza del disonore, dell’ingiustizia sociale, della vergogna. A queste organizzazioni il compito di rappresentare, ingannare e fottere il popolo, a queste organizzazioni i riflettori.


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RAPINATORI

Sono mesi di sparatorie, questi. Tizio entra in una bottega a viso coperto e minaccia: la borsa o la vita. Ed ecco che il commerciante tira fuori la pistola. Dei due contendenti ne soccombe uno. Il fatto si ripete in città diverse con dinamiche simili, e racchiude un po’ lo spirito di popolo. Il furto e la ribellione. Ladro, il mio orto non si tocca. È un peccato che non si riesca a far entrare nella testa delle persone che tutto ciò che non appartiene direttamente a nessuno, è in realtà patrimonio di tutti. Così, per questo Paesone derubato da sempre nessuno si oppone. Il messaggio che spacciano dall’alto è che il maltolto qualcuno dovrà pur rimettercelo se si vuole sopravvivere tutti. E chi ce lo rimette? I soliti. Quelli che tra poco non avranno più un cazzo. Diamo il benvenuto ai prossimi 4,2 mld di euro di tagli.


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D’ALEMA PROMUOVE GRILLO

Pare che il Movimento cinque stelle, ufficialmente legato a Beppe Grillo, sia in crescita, che oscilli tra il dieci e il quindici percento dei consensi. Questo dato ha allarmato i partiti. Massimo D’Alema, illustre esponente del PD, ha definito Grillo un incrocio tra il gabibbo e il Bossi prima maniera, quello che proprio D’Alema corteggiava sostenendo che la Lega fosse una costola della sinistra. Alcuni mesi fa Bersani, intervistato dalla Padania e rivolgendosi ai leghisti, asseriva “so che non siete razzisti”. Brividi. Dalla legge Turco-Napolitano alla Bossi-Fini, da Lusi a Belsito, le affinità si palesano: PD e Lega Nord costole del made in Italy.


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